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Intervista a Messer Dario Cattaneo da Bergamo

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Dario Cattaneo è un veterano della rievocazione storica che comincia prestissimo le sue attività impegnato su Bergamo con un gruppo ambientato nel XIII Secolo di fanteria. Il passaggio alla Cavalleria è stato breve; ho avuto il piacere di incontrarlo ad un evento ad Esseaux e da li sono partiti i primi contatti per poter collaborare. Eravamo ai primordi delle sperimentazioni di Giostra nel lontano 2010.

D.: Buongiorno Dario, quale è stata la tua prima vera Giostra?

Dario: La Giostra che ricordo con maggiore convinzione è stata la mia prima volta ad Urgnano (BG) nel fossato del Castello. Un po’ perché nella mia terra un po’ perché riguardava la mia prima esperienza in una Giostra organizzata con canoni seri devo dire che la custodisco nel cuore.

D.: Credi che questa disciplina sia sportiva o abbia elementi di Arti Marziali?

Dario: Decisamente convinto che essa riguardi soprattutto aspetti marziali. Io stesso ho cominciato il percorso con l’Accademia Nazionale di Equitazione Storica per poter approfondire le tecniche ed i trattati oltre a partecipare a Stage internazionali con i maggiori giostratori europei. Se non c’è una formazione marziale la mente non aiuta a comprendere l’essenza di quello che stiamo facendo ed il tutto si ridurrebbe ad uno spettacolo per allietare il pubblico. Quest’ultimo obiettivo è secondario, conseguenziale. Il nostro principale progetto è quello di imparare a giostrare ed equitare nel modo migliore possibile.

D.: Quali sono per te le criticità di questa disciplina?

Dario: Le criticità sono tante. Abbiamo avuto moltissime esperienze di “allievi” arrivato con titoli importanti di Equitazione provenienti da altre discipline, anche Istruttori, che poi si sono trovati ampiamente in difficoltà a montare in Armatura o ad eseguire gli esercizi militari. Motivo per il quale ancora oggi noi facciamo infiniti test con le nostre strumentazioni. Basta cambiare un solo elemento della nostra Armatura che il tutto potrebbe cambiare senza le opportune prove in campo. Le gambe d’arme, ad esempio, non consentono un perfetto contatto col cavallo ed il tutto va riorganizzato, ridimensionato.

D.: Quale è o dovrebbe essere il rapporto col cavallo?

Dario: Il Binomio col cavallo deve essere importante, di forte impatto emotivo. E’ evidente che giostrare col proprio cavallo, utilizzado da sempre negli allenamenti aiuta particolarmente nell’eseguire le Giostre ma non dimentichiamo che spesso, quando andiamo all’estero, il cavallo ci viene fornito dagli organizzatori. Il momento di empatia va subito consolidato, nei giorni precedenti all’evento, con il nostro amico che ci accompagnerà in giostra. Inoltre, ma non per, ultimo, il rispetto verso il cavallo va sempre dimostrato anche quando magari ci accorgiamo che stia in difficoltà magari per il troppo caldo o l’enorme fatica della giornata. In questo caso il Cavaliere deve essere maturo nel fermarsi anche a sacrificio di ritirarsi dalla Giostra.

Ottimo Dario, elementi utili per un sano e pacifico confronto di crescita. Anche a te auguro un grande in bocca al lupo per la Giostra di Ferrara in cui “inizierai” il nuovo cavallo di Razza Murgese “Damocle”. Siamo tutti certi che ti farai rispettare anche in quest’occasione.

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