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L’Armatura di Vincenzo Luigi di Capua

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Siamo quasi oramai a lavoro ultimato per la riproduzione di una prestigiosa Armatura della metà del XVI Secolo realizzata in collaborazione di un Team di esperti. Roberto Cinquegrana prende l’incarico di organizzare e gestire il progetto avviando preventivamente ricerche ed approfondimenti sull’Armatura. Sceglie quindi i migliori Artigiani italiani per la realizzazione dell’opera individuandoli nel Maestro Matteo Riccardi per la forgiatura dell’Armatura e nella lavorazione delle incisioni nel M° Jacopo Matricciani di Spada Nera con l’intervento di Selva Armorum e Alessio Casolaro che materialmente intervengono per le suddette incisioni. Un lavoro, lungo, complesso che ci ha portato più volte a razionalizzare l’obiettivo. Ma siamo quasi in diruttura di arrivo con la pianificazione dell’inaugurazione dell’opera al suo paese di origine. Ma vediamo di conoscerne la storia.

E’ ricomparsa a New York presso il Met nella “Fifth Avenue in gallery 371 of The Metropolitan Museum” la corazza, proveniente dal castello inglese di Warwick appartenuta a Vincenzo Luigi De Capua, gran conte di Altavilla e di cui il sindaco Vanni ne vuole la restituzione.

L’amministrazione comunale, si è attivata con una delibera di giunta in cui fa istanza al Comitato per il recupero e la restituzione dei beni culturali, istituito con DM il 23 gennaio 2017, per il tramite del Ministero dei Beni Culturali, al fine di verificare le modalità con le quali «l’armatura in acciaio, oro, pelle e lega di rame appartenuta a Vincenzo Luigi de Capua e realizzata da Pompeo della Cesa (presumibilmente nella metà del XVI secolo), famoso armoraro milanese, pervenuta nella disponibilità del predetto Museo e la possibilità di farla ritornare nel suo luogo di provenienza specificamente nella dimora della famiglia De Capua di Altavilla Irpina abitata dal predetto feudatario».

Il conte Vincenzo Luigi de Capua contribuì ad abbellire il palazzo di famiglia ad Altavilla con opere che terminarono solo con Bartolomeo IV (1695) e che richiamarono in paese secondo lo storico Giordano «architetti, artisti rinomati, artefici di vaglia ed operai che uniti a figure locali instillarono nell’animo dei buoni cittadini i sensi del vivere civile snebbiandone le menti preparandole a nuovi e più elevati ideali».
(fonte: https://www.giornaledellirpinia.it/larmatura-del-gran-conte-di-altavilla-ritrovata-a-new-york/)

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